venerdì 29 agosto 2014

Giorno sei: Akureyri - balene danzanti attraversano semafori a cuore


Quando eri piccolo, mamma ti insegnava che non dovevi andare in piscina senza ciabatte, perché "prendi le verruche". Ti insegnava che dovevi asciugarti i capelli, perché altrimenti "prendi il raffreddore". In Italia, quando entri in una piscina pubblica, cartelli sparsi ovunque ti dicono che per fare la doccia "non si deve togliere il costume". Tutti questi insegnamenti, qui, in Islanda, sono da sfigati, ma da veri sfigati. Premessa: in Islanda i colpi di freddo non esistono, i colpi di vento neppure, e i colpi di fulmine sono subliminati da dei semafori che sono a forma di cuore.
La piscina è un luogo di socializzazione, dove si possono fare conoscenze di tutti i tipi e sono tutti a piedi nudi. Se hai le verruche semplicemente te ne resti a casa.
La piscina non è come da noi un posto dove si nuota e basta, ma è un luogo con diverse vasche a diverse temperature, dal ghiaccio puro ai 42°. C'è quella col massaggio, quella per nuotare e quella per giocare, o quella per fare due chiacchiere e conoscere qualcuno, ma rigorosamente a piedi nudi. Poi, prima di entrare, si fa la doccia, rigorosamente senza costume: un cartello insegna dove lavarsi (capelli, ascelle, parti intime, piedi) e se passi velocemente sotto l'acqua, facendo finta, sei uno sfigato, oltre che un maleducato. La piscina, qui in Islanda, è come l'aperitivo milanese, con la sola differenza che costa 4 euro e non ci si può mettere tacchi, trucco e brillantina. Il manager è come l'impiegato, perché entrambi sono vestiti solo di un semplice costume e spesso è anche molto simile: boxer nero ascellare per gli uomini, bikini con bretelline o intero per le donne. Sai che non puoi approcciare qualcuno/a solo perché ha un bambino in braccio o che gli gironzola attorno. Questo è il modo diverso di vivere qui, una mentalità socialista ed egalitaria da tutti i punti di vista, fatta per la sopravvivenza della specie umana, costretta ad affrontare non solo il freddo (che oggi gli islandesi combattono a costi irrisori grazie alla geotermia che proviene dalla forza dei vulcani), ma anche le avversità degli animali.
Oggi abbiamo visto tre balene che danzavano davanti a noi, un evento eccezionale, perché la balena è un animale solitario. Ho visto il muso, una specie di tavoletta brufolosa senza denti. Ho visto il dorso, con una pinna piccola piccola. Le ho viste sbuffare: sembravano volerci salutare. Ho visto la coda che sbatte in acqua spostando litri di mare quando decidono che ne hanno abbastanza della danza, e tornano giù. L'unica delusione della giornata è stata venire a sapere che i puffin (le pulcinelle di mare) erano migrate e che non avremmo potute vederle. Ma Elena, col suo solito ottimismo, ha lanciato una delle sue massime: "Se non possiamo vederli, almeno mangiamoli!".

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