La piscina è un luogo di socializzazione, dove si possono fare conoscenze di tutti i tipi e sono tutti a piedi nudi. Se hai le verruche semplicemente te ne resti a casa.
La piscina non è come da noi un posto dove si nuota e basta, ma è un luogo con diverse vasche a diverse temperature, dal ghiaccio puro ai 42°. C'è quella col massaggio, quella per nuotare e quella per giocare, o quella per fare due chiacchiere e conoscere qualcuno, ma rigorosamente a piedi nudi. Poi, prima di entrare, si fa la doccia, rigorosamente senza costume: un cartello insegna dove lavarsi (capelli, ascelle, parti intime, piedi) e se passi velocemente sotto l'acqua, facendo finta, sei uno sfigato, oltre che un maleducato. La piscina, qui in Islanda, è come l'aperitivo milanese, con la sola differenza che costa 4 euro e non ci si può mettere tacchi, trucco e brillantina. Il manager è come l'impiegato, perché entrambi sono vestiti solo di un semplice costume e spesso è anche molto simile: boxer nero ascellare per gli uomini, bikini con bretelline o intero per le donne. Sai che non puoi approcciare qualcuno/a solo perché ha un bambino in braccio o che gli gironzola attorno. Questo è il modo diverso di vivere qui, una mentalità socialista ed egalitaria da tutti i punti di vista, fatta per la sopravvivenza della specie umana, costretta ad affrontare non solo il freddo (che oggi gli islandesi combattono a costi irrisori grazie alla geotermia che proviene dalla forza dei vulcani), ma anche le avversità degli animali.
Oggi abbiamo visto tre balene che danzavano davanti a noi, un evento eccezionale, perché la balena è un animale solitario. Ho visto il muso, una specie di tavoletta brufolosa senza denti. Ho visto il dorso, con una pinna piccola piccola. Le ho viste sbuffare: sembravano volerci salutare. Ho visto la coda che sbatte in acqua spostando litri di mare quando decidono che ne hanno abbastanza della danza, e tornano giù. L'unica delusione della giornata è stata venire a sapere che i puffin (le pulcinelle di mare) erano migrate e che non avremmo potute vederle. Ma Elena, col suo solito ottimismo, ha lanciato una delle sue massime: "Se non possiamo vederli, almeno mangiamoli!".

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